martedì 21 ottobre 2014

Gnocchetti


   Velocissimi gnocchetti di ricotta

   Ingredienti per 4 porzioni

                                                            
          
          250 gr di ricotta fresca       
          150 gr di grana padano grattugiato 
          150 gr di farina + un pò 
          un pizzico di sale
           

 1 - Versare la ricotta in una ciotola capiente, aggiungere il formaggio grattugiato e con  una forchetta cominciare ad amalgamare i due ingredienti. 
 2 - Salare un pochino. Unire quindi la farina e, sempre con la forchetta, lavorare il  composto. Si otterrà una pasta piuttosto densa, ma non ancora compatta. 
 3 - A questo punto versare della farina su una spianatoia, rovesciarvi l'impasto e  cominciare a lavorarlo con le mani, sino ad ottenere una consistenza compatta, ma allo  stesso tempo morbida.
 Attenzione: la quantità di farina va dosata al "tatto". 
 4 - Fare dell'impasto un panetto, dividerlo in parti e formare delle striscioline larghe  quanto un dito, quindi tagliare i gnocchetti.
  
 Suggerimento: si possono personalizzare i gnocchetti aggiungendo all'impasto dello  zafferano in polvere o del curry.

 Condire con una crema di gorgonzola, sciolto in una padella antiaderente e mantecato  con una noce di burro.



martedì 19 novembre 2013



La Menica del Battilana: una serata all'insegna della cultura dialettale.


Il gruppo teatrale amatoriale OR.MA di Villa Guardia si cimenta in una lettura interpretata di un testo dialettale di Basilio Luoni, scrittore di Lezzeno.
A presentare la serata lo stesso Luoni.
La serata vuole essere momento di cultura ma anche di scambio conviviale, perciò si proseguirà mangiando polenta e.....

Buona serata a tutti

martedì 11 giugno 2013

L'amore ognuno come gli va 2





Prosegue la rassegna di lettura dei racconti vincitori il Concorso letterario racconto breve 2012 "L'amore ognuno come gli va", indetto da Genio Donna e da Il Senato delle Donne.
La rassegna, iniziata con l'incontro del 21 Aprile scorso, DOMENICA 16 GIUGNO 2013, dalle 11.00 alle 13.00, vedrà la lettura del racconto 3° classificato dal titolo Il Ciliegio, di Irene Crepaldi e Elisa Botticella.

Il racconto sarà interpretato da un giovane attore di una locale compagnia teatrale. 
L'evento avrà luogo a Villa Guardia, presso l'Associazione sportiva Carnini, in Via Cervino n. 31, con ingresso da Via Monviso. Faranno da contorno la natura della locazione ed il buon cibo di accompagnamento.

mercoledì 29 maggio 2013

Tartellette alla zucca



Tartellette alla crema di zucca

Ingredienti                             
1 confezione di pasta sfoglia rotonda
300 gr di polpa di zucca
80  gr di parmigiano
1 uovo
un ciuffetto di prezzemolo
olio extravergine di oliva
sale, pepe
pane grattugiato

1 - In una padella scaldare 4 cucchiai di olio, dopo un minuto aggiungere la polpa di zucca, stufare a fuoco medio-basso  per 20/25 min aggiungendo qualche cucchiaio di brodo. Sfaldare la polpa, regolare di sale e pepe, quindi lasciare raffreddare e frullare.
La polpa deve risultare molto soda.
2 - Stendere la sfoglia su un piano e ricavarvi 8 dischi da circa 9 cm di dm. Rivestire altrettanti stampi per tartellette, bucherellare il fondo, rivestirli con carta forno e una manciata di ceci secchi in modo da tenerli in forma. Quindi disporli in forno preriscaldato a 180° per dieci minuti. 
3 - Impastare la polpa frullata di zucca con l' uovo, il prezzemolo tritato, il parmigiano e riempire gli stampi precotti in forno. Spolverare con una manciata di pane grattugiato e riporre di nuovo in forno per latri 10 min.
4 - Lasciare raffreddare e servire tiepidi.

Per contrastare il dolce della zucca si può disporre un pezzetto di acciuga nel mezzo della tartelletta.

Food & junk

Il tema sta diventando scottante.
Espongo due episodi, di cui ho avuto esperienza diretta, che sono significativi dell'atteggiamento di una società distorta nei suoi meccanismi, esclusivamente regolati dalle leggi del mercato economico.

In ospedale i pasti che vengono portati agli ammalati sono accompagnati da una mezza bottiglietta di acqua minerale. Mezzogiorno e cena, tutti i giorni, per migliaia di posti letto. Volendo fare un'ipotesi sui numeri: per un 'ospedale con 500 posti letto, un costo, che non so ma suppongo, di 5 cent a bottiglia (10 cent/g), sono € 50/g, per 365 giorni per ogni ospedale.  
Se l'acqua non viene consumata, pur rimanendo intatta, chiusa, sigillata, non può essere ridistribuita, perciò va persa. E non si tratta di pasti per i quali è necessaria una particolare procedura igienica di conservazione dei cibi. Di questo prodotto sicuramente almeno un quinto sarebbe riutilizzabile, con notevole risparmio e vantaggio per tutti.

Al supermercato, a fine giornata, dal banco del fresco vengono ritirati gli alimenti preparati. Una parte di questi diviene invendibile e finisce nella spazzatura, come mi è capitato di vedere. 

In tempi di crisi economica, di fortissimi squilibri nelle distribuzione della ricchezza e delle risorse alimentari, questo tipo di comportamenti stigmatizzano il paradosso di una società costruita sul consumo e sull'individuo.

Il 5 giugno ricorre il World Environment Day, quest'anno dedicato al Food Waste. Le statistiche ed i sondaggi condotti in Italia rivelano dati impressionanti circa lo spreco di cibo all'interno delle famiglie. Ma gli stessi sondaggi rivelano che una minoranza della popolazione sta modificando il suo comportamento nei confronti del consumo di cibo, lasciando ben sperare per il futuro.

Mi chiedo: imparare a riciclare, a non buttare, a comprare il giusto e cucinare il necessario sarà frutto della contingenza del momento (crisi economica) o risveglio di una coscienza collettiva, consapevolezza che un comportamento individuale irresponsabile produce ripercussioni globali, in termini di costi sociali, di  distribuzione delle risorse, di rispetto e conservazione dell'ambiente?    

mercoledì 8 maggio 2013

Calendimaggio



Il 21 Aprile, presso l'Associazione sportiva Carnini in Villa Guardia - Via Cervino 31,  sono iniziati i simposi del Senato delle donne.
Il primo appuntamento è stato dedicato al Premio Letterario, per giovani scrittori e scrittrici delle scuole superiori, “L'amore ognuno come gli va”.
E' stato letto dall'autrice il racconto premiato “ Il sorriso dell'anima”, il cui testo integrale, insieme agli altri racconti, è visionabile sul sito  www.geniodonna.it .
La  lettura  è stata accompagna da gustoso e raffinato cibo in un ambiente rilassato in mezzo alla natura.

Si replica il 19 Maggio 2013 con canti e cibi inneggianti alla primavera e ai suoi doni.
Vi aspettiamo numerosi c/o la casetta dell'Ass. sportiva Carnini, con accesso da Via Monviso, dalle 11.00 alle 13.00

venerdì 12 aprile 2013

L'amore ognuno come gli va








"L'amore ognuno come gli va" è il tema assegnato al Concorso letterario racconto breve 2012, indetto da Genio Donna e Il Senato delle Donne.

All'incontro sarà presente la giovane autrice vincitrice del Premio che darà lettura del racconto.
In un'atmosfera conviviale verrà offerto un buffet di accompagnamento per trascorre qualche momento di cultura e amicizia.
Il costo di partecipazione comprende, oltre la copertura delle spese, un contributo per l'Associazione Il senato delle donne, promotrice di questo e molti altri eventi socio-culturali.



martedì 19 marzo 2013

Il mulo ed il bardotto

Vivevano, tra le colline brulle affacciate sul mare, due contadini. Il podere dell'uno stava ad est ed il podere dell'altro a ovest della piccola valle che separava le proprietà. Entrambi avevano, attorno alla casa colonica,  ripari per la legna o gli attrezzi, un pozzo per l'irrigazione, una cantina per conservare vini e formaggi e naturalmente molti animali. Avevano pecore e capre per la produzione di latte e formaggi, galline per le uova e asinelli per il lavoro nei campi.
Ogni giorno i due contadini scendevano a valle, per recarsi al mercato a vendere i prodotti del frutteto e dell'orto, uova e latte freschi. Ed ogni giorno i due s'incontravano, laddove il sentiero si univa in un solo percorso, che conduceva sino al paese, ai piedi delle colline.
Il contadino Nico aveva un mulo al quale era molto affezionato. L'animale gli era fedele e obbediente, lavorava sodo ed era resistente. Nico pensava addirittura che il suo mulo fosse molto intelligente, per questo gli parlava sempre durante i loro viaggi dalla collina al paese. Raccontava dei suoi sogni e dei suoi desideri e sembrava che il mulo lo ascoltasse e, anzi, di più, lo capisse. Nico confidava al mulo tutte le sue speranze, si lasciava andare alla poesia che scaturiva dal suo cuore guardando il mare e respirando i profumi della macchia.  
Quando sul sentiero incrociavano il vicino, Nico interrompeva a malincuore i discorsi che conduceva a voce alta col mulo. Tornava sulla terra e ad essere un uomo di lavoro e conti, poiché col contadino Pino poteva solo parlare di caglio del latte, stagionatura dei formaggi, costo del mangime e via dicendo. Pino usava un bardotto per i suoi trasporti, un baio scuro con una folta criniera.
Il bardotto e il mulo sembrava andassero d'accordo, percorrevano il tratto di strada insieme uno a fianco all'altro. Nico più di una volta aveva pensato, guardando i due animali, che tra loro si comunicassero i fatti dei rispettivi padroni, poiché gli capitava di  sorprenderli a guardare di sottecchi, come a voler controllare che nessuno li ascoltasse o come a verificare la stupidità dei due uomini.
Il contadino Pino trattava il bardotto con atteggiamento arrogante, con asprezza gli impartiva ordini non necessari al solo scopo di compiacersi per il potere così espresso. Spesso, poi, durante i viaggi, e soprattutto in presenza del contadino Nico o quando incrociavano altri viandanti, non perdeva occasione per deridere l'animale per le sue fattezze o per la sua bontà. L'animale, per contro, mai aveva mostrato insofferenza, né rudezza. Al contrario, aveva sempre risposto docilmente agli ordini inutilmente espressi con presunzione e accettato di buon grado di portare merce inutile che il padrone gli caricava al solo fine di sfruttarne al massimo la resistenza.
Rientrando dal paese, una sera, il contadino Pino, di cattivo umore perché gli affari quel giorno erano andati male, non faceva che insultare il povero bardotto: " brutta bestia maldestra, deforme e stupida, hai rotto tutte le uova che portavi sulla groppa, ridotto in poltiglia la frutta e rovesciato il latte, cosicché oggi non ho potuto vendere niente al mercato. Meriti di essere bastonata e rinchiusa senza cibo." E così dicendo sferrava colpi sulla schiena dell'animale, usando un frustino. L'animale non reagiva ai colpi inferti e nemmeno rallentava il suo cammino, proseguiva avanti, con sguardo dritto, attendeva che lo sfogo del padrone si esaurisse da sé, come già era accaduto molte altre volte.
Nico e il suo mulo seguivano a distanza. L'uomo conosceva la natura del vicino, il quale alla presenza di altri si sarebbe fatto ancor più borioso ed arrogante con l'animale. Sapeva anche che il suo mulo soffriva nel vedere il compare trattato a quel modo, ma nulla potevano l'uomo e l'animale se non starsene in disparte.  
Quando venne il momento di separarsi il mulo lanciò un raglio in direzione dell'amico bardotto, che in segno di ringraziamento ondeggiò la criniera.
Al contadino Nico era passata la voglia di sognare in quel frangente. Camminava  riflettendo silenzioso, pensava che solo vedendo la bruttura e la cattiveria e la stoltezza poteva meglio apprezzare la saggezza, la dolcezza e l'onestà.  
Avevano così percorso poche decine di metri che vennero sorpresi dalla urla del contadino Pino, provenienti da di là della valle appena iniziata. Senza indugio, tornarono sui loro passi e imboccarono il sentiero che portava al podere. Fatte alcune centinaia di metri, scorsero il bardotto affacciato su un dirupo, rivolto con lo sguardo sul fondo dove stava, aggrappato ad un arbusto, in contadino Pino. "Presto aiutatemi, non posso stare per lungo tempo aggrappato qui, i rami stanno per cedere!"."Tu brutta bestia, lanciami la corda che porti sulla groppa, cosicché io possa risalire".
"Come può un animale stolto e  maldestro porgerti la corda per risalire dal dirupo, non è stata forse quella bestia a romperti le uova, ridurre in poltiglia la frutta e rovesciare il latte?" Intervenne allora il contadino Nico. 
"Con quale presunzione chiedi aiuto a chi finora hai denigrato, deriso, schernito?" E così dicendo allontanò dal ciglio i due animali e si ritrasse anch'egli. 
La voce che salì dalla valle adesso era implorante e spaventata, tremante il contadino Pino disse: "Vi prego, aiutatemi. Ho paura. Sono un uomo stupido, è colpa mia se le uova si sono rotte poiché non le ho ben incartate, è colpa mia se la frutta si è ridotta in poltiglia poiché ho raccolto quella ammaccata, è colpa mia se il latte si è rovesciato poiché non ho ben serrato il recipiente!".
Il bardotto a questo punto scrollò la schiena, il mulo gli si avvicinò e con la bocca prese la corda da dentro la borsa, la allungò al contadino Nico il quale dapprima la assicurò, con qualche giro, ad un tronco di un albero e poi la lanciò giù nel dirupo.
Poi insieme il mulo e il bardotto s' incamminarono in direzione della casa del contadino Nico, che li raggiungeva.

lunedì 18 marzo 2013

Rotolini di purè



Rotolini di purè

Ingredienti                      
  5 patate medie
  1 uovo
  60 gr di burro
  200 dl di latte
  1 cucchiaio abbondande di parmigiano
  1 pizzico di sale
  1 pizzico di pepe

  100 gr di speck tagliato sottile 

Preparare il purè:
1 - lessare le patate, spelarle e versarle in una casseruola avendole passate con lo schiacciapatate
2 - Portare la casseruola su fuoco basso e cominciare ad amalgamare le patate con il burro, quindi aggiungere a filo il latte, aggiustare di sale e pepe
3 - Raggiunta una consistenza cremosa ma solida aggiungere l'uovo e il parmigiano
4 - Versare la purea in una ciotola e farla raffreddare, riporla in frigorifero coperta con un foglio di pellicola a contatto del composto per almeno un'ora
5 - Con la purea fredda formare dei rotoli della grandezza di un dito, quindi tagliarli a tronchetti e ricoprirli con striscioline di speck.

Rotolini al pesto



Rotolini al pesto

Ingredienti
     
    1 confezione di pasta sfoglia rettangolare
   1 uovo  
    
    per il pesto (senz'aglio)
    un mazzetto di basilico in foglie (50/60 gr)
    15/20 gr di pinoli 
    3 cucchiai di percorino
    3 cucchiai di parmigiano 
    5 cucchiai di olio di oliva extravergine
    1 pizzico di sale

1 - Con un frullatore ad immersione frullare le foglie di basilico aggiungendovi due cucchiai di olio
2 - Versare il frullato in un mortaio e riprendere a pestare il basilico aggiungendovi i pinoli e piano piano i formaggi grattugiati
3 - Aggiustare di sale e allungare con olio a filo quanto basta per rendere il pesto morbido
4- distendere la sfoglia sulla spianatoia appena tolta dal frigo e con l'aiuto di un pò di farina cercare di assottigliarla mantenendo la forma rettangolare
5 - Spalmare la superficie con il pesto, spolverizzare con due manciate di parmigiano, arrotolare il foglio su se stesso e disporre su una teglia coperta con carta forno
6 - Spennellare con l'uovo sbattuto e cuocere in forno preriscaldato per 20 min a 180°

Per rendere più colorato il buffet si possono alternare spalmature rosse a base di pomodoro o gialle a base di zucca (buon divertimento) 



Rotolini al bacon

Rotolini al bacon

Ingredienti  
  4 fette di pane per tramezzini
  150 gr di formaggio spalmabile (philadelphia)
  100 gr di bacon tagliato fine






1 - spalmare le fette di pane con il formaggio stendendolo bene anche sugli angoli
2 - distendere le fette di bacon sino a ricoprire tutta la superficie delle fette
3 - disporre su una piano un tovagliolo e sopra un foglio di pellicola trasparente
4 - prendere una fetta di pane e poggiarla sulla pellicola, quindi iniziare ad arrotolare aiutandosi con il tovagliolo sottostante, questo eviterà di rompere il pane
5 - stringere molto bene il rotolino ottenuto, avvolto nelle pellicola e chiuderlo sui bordi, quindi riporre in frigorifero per almeno due ore
6 - togliere dal frigo e tagliare a tronchetti
   

lunedì 11 marzo 2013

C'era una volta..............

Un giorno il grande Faggio disse agli abitanti della Foresta:
"Siamo tutti in pericolo, un Inverno rigido e inclemente, come mai si era visto prima, sta per arrivare. Lavoriamo tutti insieme, costruiamo ripari, raccogliamo scorte e prepariamo giacigli, così che nessuno possa restare senza cibo o patire per il freddo. Ognuno avrà di che sopravvivere e superare i tempi duri, sino all'arrivo della primavera".
Ciascuno allora, per quanto poteva, si mise al lavoro. La Foresta si animò.
Squirry lo scoiattolo cominciò a raccogliere ghiande di ogni tipo, andò dalla vecchia Quercia e chiese: "dammi per favore le tue ghiande, cosicché io le possa raccogliere per me e per gli altri abitanti del bosco", la vecchia Quercia allora si scosse, tutta felice di poter ancora dare una mano nonostante la sua veneranda età. Squirry, saltellando instancabile, raccolse tutte le ghiande ai piedi dalla Quercia e le portò al magazzino della Foresta.
Tork il Tasso disse al grande Faggio: " io posso preparare le tane, scavare nel terreno un lungo tunnel dove tutti possano ricavare un riparo per sé e la propria famiglia". E si mise all'opera. Scavò nel terreno sotto al bosco, ricavò sentieri e percorsi e tane e rifugi, intrecciandoli tra loro, con vari ingressi ed uscite e collegamenti. Preparò una strada sotterranea che portava al fiume, altre che conducevano ai margini della Foresta nei quattro punti cardinali ed altre che dirigevano al centro della Foresta, ai piedi del grande Faggio. La galleria risultò così lunga e comoda e spaziosa da poter ospitare tutti quegli abitanti del bosco che vi si potevano rifugiare.
Mentre Sqirry raccoglieva ghiande e Tork scavava tane, Whistle la marmotta organizzava la sua numerosa famiglia in posti di avvistamento a protezione del campo di raccolta. Il moscardino Quit portava bacche e gemme per la scorta alimentare e la bella cerbiatta Baby andava in avanscoperta alla ricerca di pascoli per sé ed i suoi compagni.
Insomma, tutti si davano un gran da fare per preparare la comunità all'arrivo del più terribile, freddo e arido Inverno che avessero mai visto.
La Cinciarella, che svolazzava giocosa nel bosco, vedendo tutto quel fermento, si chiedeva cosa potesse fare, quale aiuto portare. "Io non so raccogliere bacche, o trasportare fogliame, o accatastare ghiande, o scavare gallerie. Non ho il fischio della marmotta per segnalare il pericolo, o il fiuto del felino per avvistare un predatore, come posso allora aiutare gli amici della Foresta?" E così pensando cominciò a rattristarsi. Senza accorgersene, presa dalla sua malinconia, si poggiò su un ramo del grande Faggio, il quale, sentendo il suo lamento, le disse: "Cinciarella smetti di piangere! Il tuo canto è così bello, melodioso e gioioso che con esso potrai rallegrare le lunghe giornate che gli abitanti della Foresta dovranno passare in attesa del ritorno della primavera!" E così Cinciarella ritrovò il canto e con esso accompagnò il lavoro di Squirry, Tork, Whistle, Quit e Baby.
E passò l'Estate e poi l'Autunno. Alle porte dell'Inverno il grande Faggio riunì tutti gli abitanti della Foresta e volle che gli mostrassero le scorte, che gli descrivessero gli alloggi, volle conoscere il compito di ognuno e assicurarsi che tutto fosse pronto per l'incontro con l'Inverno. 
Per prima cosa Strix l'allocco, cui era stato dato l'incarico di esporre tutte le opere al grande Faggio, aprì fiero le porte del magazzino. Non si avvide subito dello sguardo perplesso del saggio, ma sentendo azzittirsi tutti gli astanti si voltò e vide che le scorte erano dimezzate! 
Comparve all'improvviso Pica, la gazza, che, altera, gracchiò al grande Faggio:" Hai riposto malamente la tua fiducia in questo gruppo di allocchi, tutti loro hanno raccolto quanto me, sola. Guarda! La mia scorta è pari, se non maggiore della loro e basterà, certo, a sfamare un gruppo numeroso."       
Strix allora volle subito mostrare le gallerie ed i ripari al grande Faggio, ma trovò metà di essi ostruiti, o crollati, o privati delle uscite. S'intromise allora Sly, la volpe rossa, e disse:" Ho più tane e rifugi io, disseminati su tutto il territorio, che non voi tutti, messi insieme dopo mesi di lavoro!".
Lo sconforto cominciò a prendere Strix e gli altri della Foresta, si chiedevano cosa fosse successo, dove avessero sbagliato, quale disattenzione avessero commesso. Nulla di quanto avevano preparato poteva dirsi ben fatto o ben compiuto per affrontare l'Inverno alle porte. Avevano deluso le attese del grande Faggio ma soprattutto stavano mettendo a rischio la vita dei loro amici e compagni. 
A questo punto il grande Faggio disse, rivolto alla gazza e alla Volpe rossa: 
"Cari amici, grazie a voi posso finalmente vedere e valutare di chi mi possa fidare e su quali forze contare!".
"Già - disse tronfia la volpe - potrai contare sul nostro aiuto per superare l'Inverno, potrai usare le nostre scorte e i nostri giacigli pagando un' abbondante ricompensa".
"Certo - rispose il grande Faggio - sarà riconosciuto il giusto valore per il vostro lodevole lavoro." 
Si rivolse allora a Strix, Squirry, Tork, Whistle, Quit e Baby: " Cari amici, voi avete lavorato tutta l'estate e tutto l' autunno, avete raccolto bacche e ghiande, accatastato foglie e rami, costruito gallerie e preparato giacigli, sorvegliato il bosco e cercato pascoli. Avete fatto tutto con perizia e attenzione. E mentre voi preparavate tutto ciò con grande amore, altri la notte rubavano dalle scorte, distruggevano i percorsi, disperdevano i sentieri al solo scopo di ottenere una lauta ricompensa, meriti e plausi senza fatica. Cacciate dalla Foresta questi infami, riprendete ciò che vostro e nulla del lavoro fatto andrà perso: le scorte si possono rimpinguare e le gallerie riparare."
Gli abitanti del bosco si volsero tutti verso Pica la gazza e Sly la volpe.
Circondandoli li spinsero via, sino ai limiti della Foresta e lì li lasciarono soli ad affrontare l'Inverno.    











sabato 2 marzo 2013

Pancake

Pancake salato alle erbette o speziato

Ingredienti per 8 pancake 


2 uova 
60 gr di burro
250 dl di latte intero
200 gr di farina 00
un cucchiaino di lievito istantaneo 
sale
erbe aromatiche essiccate sminuzzate o passate al frullatore e ridotte in polvere (rosmarino, timo, salvia) oppure                                  zenzero e cannella in polvere
   
1 - In una ciotola battere i tuorli delle uova con il burro fuso ed il latte
2 - Mescolare a secco la farina, il lievito, un pizzico abbondante di sale, le erbe in polvere
3 - Aggiungere al liquido la farina così mesciata passandola al setaccio sino ad ottenere un impasto morbido 
4 - Montare a neve i bianchi delle uova ed aggiungerli all'impasto 
5 - Ungere la superficie di una padella antiaderente con un pezzetto di stoffa imbevuto di olio, portare a temperatura e versarvi un mestolino di impasto. Appena versato muovere la padella in modo da ottenere un cerchio da 8/9 cm di diametro, quindi lasciare circa un paio di minuti e girare. Ripetere sino ad esaurimento.

Farcire i pancake a piacere con salumi, formaggi spalmabili o a fette oppure con verdure.
Disporli a montagna oppure in rotoli.



Lasagna di zucchine

Lasagna di zucchine

Ingredienti per 6 porzioni


  1,5 Kg di zucchine (belle dritte)
  grana grattugiato
  formaggio groviera  a piacere
  pane grattugiato
per la besciamella
  1 lt di latte 
  100 gr di burro
  100 gr di farina 
   noce moscata   
                                                sale, pepe   

1 - Lavare bene le zucchine, dividerle a metà e tagliarle a fette alte circa 1/2 cm nel senso della lunghezza quindi grigliarle
2 - Preparare la besciamella: sciogliere il burro sul fuoco e aggiungervi la farina setacciata continuando a mescolare, si otterrà il roux, base a cui andrà aggiunto il latte caldo a filo.
A fuoco medio continuare a mescolare, aggiustare di sale e pepe, quando la besciamella comincia ad addensare spolverare di noce moscata, portare al limite di ebollizione e spegnere. Per amalgamare aggiungere una noce di burro, se la salsa risulta troppo liquida aggiungere un cucchiaio di farina setacciata. 
3 - Disporre sul fondo di una teglia un cucchiaio di besciamella quindi alternare degli strati di zucchine grigliate-besciamella-formaggio grattugiato-listarelle di groviera
4 - Completare con uno strato di besciamella su cui spolverizzare grana grattugiato misto a pan grattato. Cuocere 15 min. in forno preriscaldato a 180°.

lunedì 18 febbraio 2013

La pentola a pressione

La storia è questa.
La signora Iginia un lunedì mattina riceve la telefonata di una sua amica.....conoscente, l'Urbana. 
L'Urbana, di comprovata oratoria, dopo aver sciorinato tutta una serie di convenevoli, atti a sondare la predisposizione diurna della Sig.ra Iginia, nota per i repentini sbalzi umorali, dopo aver lisciato per bene il pelo al gatto e aver spinto il pavone ad aprire la ruota, arriva al sodo della questione:
 "ambasciator non porta pene - introduce in difesa - il nostro caro amico Carpìno chiede se, per favore, se la cosa non ti disturba troppo e sempre che tu ne abbia voglia e tempo, se  potresti cucinargli della selvaggina? Sai, ha degli amici a cena e vorrebbe fare buona figura, quindi a pensato a te, che, sicuro, non sbagli un colpo in cucina". 
Detto fatto, la Sig.ra Iginia , risucchiata dal vortice delle chiacchere lusinghiere, ingoia esca ed amo senza batter ciglio. 

Lasciata raffreddare la cornetta del telefono la povera si rende conto d'aver agito con ingenua spontaneità, ma tant'è, oramai "ciò che è promesso va mantenuto".  

Con cura, allora, segue la ricetta per la cottura della carne selvaggia, ché non vuole fare figuracce. Sceglie gli aromi: alloro, rosmarino, aglio, timo, sale pepe in grani; il vino: rosso; lava e pulisce la carne e  la taglia a tocchetti quindi la pone a marinare un giorno intero nel vino con gli aromi; prepara poi un soffritto di verdure con sedano cipolle e carote, scotta la carne appena infarinata per qualche minuto rigirandola, poi lascia cuocere per un paio d'ore aggiungendo brodo e il vino della marinata. Addensa infine un poco di sughetto con maizena e frulla parte del soffritto. 
E....consegna la carne così cucinata utilizzando come contenitore la pentola a pressione: "Che così resta ben chiuso e non esce niente". 

Ebbene a distanza di due mesi la signora Iginia sta ancora aspettando che le venga restituita la sua pentola a pressione, SUA PENTOLA A PRESSIONE! 





mercoledì 13 febbraio 2013

Scene da un matrimonio.........

Non ce n'è: il supermercato è un grande circo, lì dentro ci trovi di tutt' un po', tra la svariata moltitudine umana. Non è come andare al cinema o al ristorante, dove, sì, si vedono svariate persone, tuttavia persone che per lo meno hanno in comune con te la scelta di quel film o di quel ristorante. 
Al supermercato no. Lì si trova l'infinito mondo dei tipi umani che con te possono avere in comune tutto e niente, se si esclude la scelta di quel supermercato (ed in era globalizzata direi che non fa differenza). 
E, causa la proprietà traslativa o " transfertiva", scegliete voi, 
il transfert è un meccanismo mentale per il quale l'individuo tende a spostare schemi di sentimenti e pensieri da una relazione significante passata a una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale
mi capita di calarmi con pensieri e parole (opere e omissioni) nella vita di chi, per un gesto, un particolare, un'assonanza, un'odore, un tono, un colore, coglie la mia attenzione. 

Questa sera ad esempio.
Mentre facevo una spesa veloce, vedo una coppia, giovani, oltre i trenta, che s'avvicina alle casse. Spesa "alla mano", cioè senza carrello, lui davanti e lei dietro di due passi. Lui passa ritto, dritto con gamba veloce e .......alza gli occhi al cielo e trattiene uno sbuffo gonfiando le guance (ecco il gesto!).
Oh mamma, eccoci col maschio annoiato, sc....zzato, che: 'non ti reggo più', 'due palle', 'mi devi lasciare in pace', 'taci', ' ma mettiti a dieta va' ', 'vai a stare da tua madre', 'e portati pure le amiche'! 
E lei? Lei tristemente imbronciata, a due passi dietro lui. 
Ho visto altre coppie con lei in affanno perenne dietro un marito corrente incurante delle gamba corta di lei, ma con una lei assolutamente giuliva ed un lui assolutamente stimolante! In completa armonia disarmonica.
Ma questi, mi hanno stretto il cuore.  
Colpa del transfert?

Qualsiasi riferimento a persone o cose realmente reali è puramente casuale.

http://www.centrostudilaruna.it/pensieri-parole-opere-e-omissioni.html

sabato 9 febbraio 2013

Quant'è bello far l'amore....

Quant'é bello far l'amore.... in cucina.
Non intendo l'amore fisico, quella è tutta un'altra storia.
Intendo l'amoreggiare che si fa cucinando col partner, allungandosi il mestolo, provando il sughetto ai funghi, asciugando le pentole, preparando la tavola se ci sono ospiti.
Quanta  vita ci si racconta in cucina.  
Perché c'è un rapporto intimo tra l'amore e il cibo e intima è la condivisione della tavola. Mangiamo e condividiamo lo spazio della cucina con le persone che amiamo: il partner, la famiglia, gli amici. Non con gli estranei.
E qui ci viene più facile essere noi stessi, lasciarci andare a confidenze, raccontarci e raccontare ed anche ascoltare. 
Quando si cucina, si sta a tavola, si mangia insieme si crea un rapporto di vicinanza, di reciprocità, si è più propensi ad essere vicini all'altro, si rafforza l'intimità ed il legame con le persone con cui stiamo, accorciamo le distanze e rafforziamo l'intimità. 
Si crea un'alleanza. Spesso l 'appartenenza ad un gruppo, famiglia, coppia, amici delle vacanze, colleghi di lavoro, soci di un club, si sancisce attraverso la condivisione del cibo, in un atto di identificazione reciproca. 

Tornando all'amoreggiare.... provate a pensare ai gesti che si fanno in cucina.
Scolare la pasta, preparare un sugo, togliere la teglia dal forno, tritare le erbette, tagliare il pane, pulire le verdure, sono tutte azioni che se compiute col proprio compagno o coi figli o con qualcuno che ci sta a cuore, rafforzano il legame.
Compiendo queste azioni ci avviciniamo con le parole e con il corpo, abbassiamo le nostre difese mentali, poiché  siamo concentrati su un obiettivo comune, e permettiamo all'altro di entrare nella nostra "aura" corporale, perciò ci è più facile il contatto e l'espressione corporea diviene più sciolta e naturale. 

Vi lascio con una riflessione filosofica. "La gola del filosofo. Il mangiare come metafora del pensare"  di Andrea Tagliapietra. Non spaventatevi della lunghezza dell'articolo, vale la pena di starci per qualche minuto per cogliere spunti sulla cucina. 

www.giornalediconfine.net/2012/andrea_tagliapietra_cibo_filosofia.htm

domenica 3 febbraio 2013

Pasta che passione!

Qualche giorno fa, cianciando con la mia cara amica Daniela, si commentavano le nostre reciproche abitudini alimentari. Parlandomi di pasta lei mi diceva di giudicarne la qualità in funzione del contenuto proteico indicato per 100 gr di prodotto. A me questo fatto risultava del tutto ignoto e perciò, curiosità femmina, sono andata a cercare la veridicità di questa informazione.
E' proprio così, la quantità di proteine contenute in 100 gr di pasta è un indicatore di qualità, unitamente ad altre caratteristiche. 

Un pò di chimica:
Sono principalmente due le sostanze che compongono la pasta: l'amido e il glutine. L'amido è un carboidrato e si presenta nella pasta cruda sotto forma di granuli. Il glutine è un elemento che si forma per interazione di due proteine (la gliadina e la glutenina) nel momento in cui si aggiunge acqua alla semola, cioè per idratazione. Il glutine (colla) si dispone durante l'impasto tra i granuli dell'amido formando un reticolo.
Le due sostanze durante la cottura si comportano diversamente: il granulo di amido assorbe acqua, si gonfia e tende a rompersi e a liberare nell'acqua il suo contenuto, il glutine, invece, forma un reticolo compatto che cerca di trattenere il più possibile i granuli di amido.  
Le due sostanze sono cioè in competizione, mentre l'amido tende a liberare il suo contenuto nell'acqua, il reticolo proteico del glutine cerca di trattenere l'amido. 
Una buona pasta sarà quindi quella in cui, durante la cottura, il glutine avrà agito impedendo all'amido di assorbire a piacere l'acqua, proteggendo la sostanza interna, il sapore e la consistenza della pasta.

Interessante no? Ho controllato i valori nutrizionali su alcuni pacchetti di pasta che avevo in dispensa ed ho scoperto che la  De Cecco ha 13gr di proteine per 100gr di pasta, la Voilello 14gr, la De Matteis 13,5gr, la Filiberto Bianconi 14gr e la Barilla 12gr.

Sono sicura che d'ora in avanti andrò a vedere il contenuto di proteine, scegliendo una pasta tra gli scaffali del supermercato. 

lunedì 28 gennaio 2013

Che sorpresa!

Ogni volta il rituale si ripete allo stesso modo, con gli stessi gesti, le stesse parole, le medesime azioni. Per coloro che vivono con un cane in casa la scena apparirà familiare.
Arrivo dal supermercato con le borse nel bagagliaio dell'auto, entro nel cortile di casa e parcheggio. Mentre apro il portello posteriore la palla di pelo è già lì, col muso teso a captare gli odori, in assetto da caccia di cibo confezionato, zampetta scodinzolante e nevrotica, naso all'insù umido e vibrante.  E io a dire "non c'è niente per te, dai vai, che non c'è nulla", un disco, sempre lo stesso. 
Tolgo le borse e m'incammino alla porta, con la palla ai piedi che ad ogni passo rischia di farmi cadere tagliandomi la strada e facendomi incespicare. Il clou della scena avviene però  sulla porta di casa, dove qui la furbetta, approfittando della necessità di poggiare le borse, vi si tuffa con l'intero muso annaspando veloce alla ricerca di un trofeo che non troverà mai. A questo punto la sua curiosità è placata, manca però il compenso alla collaborazione che viene richiesto piantandosi avanti a me, in trepida attesa, mentre svuoto le borse.
E come si fa a non cedere alla dolcezza, all'allegria, all'energia trasmessa in quei pochi minuti così familiari, ripetuti centinaia di volte eppure sconosciuti! 

Tra le cento voci parametro che faranno da 'indicatore di ricchezza' nel redditometro in vigore da marzo 2013, pare siano inserite anche le spese veterinarie per gli animali domestici. Rabbrividisco al pensiero delle conseguenze. Mi prefiguro uno scenario con aumenti di abbandoni e incuria degli animali, immagino il panico fiscale per la necessità di un intervento veterinario che può finire sotto la lente del fisco, immagino cucciolate non registrate e vaccinate. 

A questo link  petizioni.anmvi.it/ trovate una petizione dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari per la rimozione e la riduzione della pressione fiscale sugli animali domestici.

Io continuo a chiedermi dove sta il buon senso  

lunedì 21 gennaio 2013

Il carrello della spesa

Lo fate mai di curiosare dentro il carrello della spesa del vostro vicino di coda alla cassa? Io sempre, sono curiosa. E poi mi piace immaginare.
In genere guardo i carrelli degli uomini, negli ultimi tempi, devo dire, mi riservano delle sorprese! Ho la sensazione che facciano la spesa in modo più meticoloso delle donne. 

Quante cose ci può dire un carrello della spesa? Intanto se il 'prorpietario' ha figli piccoli o no, dipende dalla quantità di merendine, succhi di frutta e yugurtini; se invece ha figli adolescenti è già più complicato, ma vuoi che non ci scappi un topexan! Se ha animali è evidente, cane o gatto, uccellino o criceto, nel carrello ad ogni giro di spesa non manca mai qualcosa per il nostro animale.
Se è single la spesa è veloce, in genere senza carrello, al massimo con il cestello. 
Se chi fa la spesa ha in programma una cena c'è tutto, dai salumi affettati per l'antipasto al  preparato per il dolce al vino, a volte trovi anche qualche complemento o accessorio, una tovaglia, dei bicchieri, il levatorsoli, ché certe cose si comprano solo se c'è l'occasione.  

Ciò che tuttavia mi capita sempre più spesso di vedere in quest'ultimo periodo è la corsa alla scorta. Tra gli scaffali ti ritrovi accanto ad un signore che, armato di volantino del supermercato, ricerca il prodotto scontato del giorno e ne riempie il carrello. O trovi la Signora che accumula carta igienica in offerta speciale, l'anziano che fa incetta di passata al pomodoro, la mamma che compra biscotti secchi per la prima colazione al prezzo scontato del giorno.

Devo dire che non ricordavo di vedere spese siffatte da almeno trentacinque anni, cioè da quando ero piccola io. Ricordo che mia mamma aveva un pò questa mania, di fare la scorta, più che per necessità, credo per consuetudine, trasmessale a sua volta da mia nonna, la quale invece accumulava a dismisura conserve, marmellate, farina, pasta e chissà cos'altro. Pensava di stare ancora in tempo di guerra!

Ma ora questo modo di fare la spesa, facendo la scorta del prodotto scontato del giorno,  sembra tornato in auge e stavolta non per la paura della guerra, ma per la necessità del risparmio.
Significa che le nostre famiglie stanno facendo una guerra coi centesimi e vanno al risparmio sui beni primari. La nuova tendenza del consumo alimentare è quella di rincorrere il prodotto al prezzo più conveniente. Ed ogni supermercato ogni giorno ne propone una lista infinita, cercando di accaparrarsi una fetta di mercato più ampia rispetto ai concorrenti. 

Orientarsi in questo marasma di prezzi ribassati, scontati, agevolati se hai la carta, scontato solo dal...al, valido con 30punti miagola e 50punti pigros,  bé è un casino. Bisogna organizzarsi, fare delle spedizioni, essere sempre aggiornati.... un lavoro.

Io non sono per niente organizzata in questa cosa, faccio la spesa nel supermercato di turno, dipende dove mi trovo, e compro anche i prodotti che sono scontati. 

Diciamo che forse sono una persona fortunata, poiché non ho la vera necessità di guardare al risparmio, almeno non sulla spesa.